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Fanculopensiero - Stanza 510

  • Mercoledì 14 Aprile 2010 14:58
  • Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Aprile 2010 15:59

Fanculopensiero - Stanza 510, 17 aprile 2010 a Molfetta (Bari) - La locandinaFanculopensiero - Stanza 510
con Ippolito Chiarello
Sabato 17 aprile 2010 - ore 20.30
Teatro del Carro
Molfetta (Bari)


Penultimo appuntamento della rassegna di prosa Fuoco Centrale

Cambio di programma all'interno della stagione di prosa Fuoco Centrale. Per problemi tecnici, infatti, sabato 17 aprile non andrà in scena lo spettacolo "La Sveglia" della compagnia Mediaetas Teatro di Napoli, ma "Fanculopensiero - Stanza 510", liberamente ispirato al romanzo Fanculopensiero di Maksim Cristan.

Uno spettacolo coprodotto dal Festival Castel dei Mondi, Nasca Teatri di Terra, Cerchio di Gesso e Italgest, per la drammaturgia di Michele Santeramo, la regia di Simona Gonella, lo spazio e le luci del Premio Ubu Vincent Longuemare

Fanculopensiero - Stanza 510, un momento della rappresentazioneMaksim Cristan è croato, ricco e affermato. Un giorno lascia la sua Beretta Chevrolet a un semaforo, con il motore acceso, e se ne va. In un albergo: stanza 510.
Lascia che i suoi cellulari si scarichino e si ferma a guardare il soffitto: fanculo. Fanculo pensiero.
Poi va alla stazione, prende il primo treno per Milano e si mette a vivere per strada.
E per strada scrive. Scrive della decisione di mollare tutto, dei suoi incontri, delle sue donne, di una vita che non vuole più - per niente - essere come prima.
Anche il protagonista dello spettacolo, interpretato da Ippolito Chiarello, apparentemente è ricco e affermato. Anche lui un giorno lascia la sua Beretta Chevrolet a un semaforo, con il motore acceso, e se ne va.
In un albergo: stanza 510.



Ma c'è un problema: la stanza 510 non c'è. Lo spazio in cui agisce il personaggio è un rettangolo dal vago sapore di pista da ballo. Questa è la sfida - o l'esperimento - cui il personaggio dà vita: mette in scena in maniera quanto mai letterale tutti gli oggetti e i mobili di questa ipotetica stanza, la abita nei minimi dettagli, la evoca e con essa anche gli altri personaggi utili al suo esperimento, che altro non è che il gioco crudele di mettere in scena la sua vita, quella da cui vuole scappare, quella che lo ha portato fino alla stanza 510 e quella futura, che può solo immaginare. Fanculo a se stessi, fanculo al proprio personaggio, fanculo al ruolo.

Ippolito ChiarelloL'esperimento è una discesa feroce dentro se stessi, a cercare risposte nel fondo del fondo, fino a rischiare di perdersi totalmente e fino, ineluttabilmente, a trovare altre domande e poche risposte.
Lo spettacolo tenta una via per analizzare il desiderio di fuga ormai così violentemente connaturato nella contemporaneità. Mette di fronte ai tanti che vorrebbero andarsene a fan... l'esperimento di uno che ci prova e che usa i mezzi classici della rappresentazione per rappresentare e presentarsi le alternative possibili. Il personaggio principale si spinge fino al limite del non ritorno ma fallisce. Qualsiasi nuovo ruolo indossi ha lo stesso sapore del cappotto di classe con cui è entrato nel teatro/stanza 510.

Nel testo Santeramo si spinge spesso fino al paradosso, sfiora con costanza il riso e costringere il personaggio a farsi domande spesso pericolose: metterlo in scena significa sfidarsi a vedere se gli strumenti dell'arte teatrale, del ruolo e del personaggio alla fine siano davvero così simili alla rappresentazione che mettiamo in campo ogni giorno per sopravvivere.
Sabato 17 aprile, dalle ore 18 alle 19, l'attore Ippolito Chiarello vestirà i panni di Maksim Cristan e proporrà un'anteprima dello spettacolo in Corso Umberto (altezza Liceo Classico) a Molfetta. Un modo innovativo per incuriosire il pubblico ed animare la città.



Il costo del biglietto è di € 10,00; sabato 17 aprile il botteghino aprirà alle ore 19.
L'ingresso allo spettacolo è alle ore 20.30, il sipario alle ore 21.
È possibile acquistare i biglietti presso il Teatro del Carro (via Giovene 23), tutti i giorni dalle 18 alle 22.
Per informazioni rivolgersi a Matilde Bonaccia, tel. 333.8628124.

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