Triggiano e la sua campagna virtuale. Mostra fotografica a Palazzo Pontrelli
Articolo scritto da Andrea Costanza su Triggiano Democratica
L’ultima campagna di un paese ormai terziarizzato. Potrebbe essere questo il tema dell'interessante mostra fotografica “Campagna e Giardini”, aperta ieri sera presso il Palazzo Municipale di Triggiano: mostra di immagini di ricerca e documentazione territoriale, prodotte da uno sforzo laboratoriale, coordinato da Pino Pavone e Vincenzo Velati, e che ha impegnato, in veste di autori, oltre allo stesso Pavone, Franco Altobelli, Ninni Castrovilli, Antonella Costanza, Teresa Guido, Mario Palmisano, Gianvito Maria Zito e Nicola De Napoli.
L'esposizione, certamente in grado di creare degli interessanti spunti di riflessione, vuole intraprendere un viaggio nostalgico, alla ricerca di visioni e linguaggi tipici di una cultura contadina, come era la nostra prima che Triggiano imboccasse la monocultura del terziario.
Il tema è emerso con lucidità dal dibattito, coordinato da Giuseppe Pavone e Giuseppe Velati, al quale hanno dato vita Michele Cassano, sindaco di Triggiano, Maria Teresa Volpe, assessore alla Cultura, Nicola Signorile, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno e Vincenzo Velati, critico d’arte.
La serata ha avuto inizio con l'intervento del coordinatore Giuseppe Pavone, che, dopo aver ringraziato il sindaco Michele Cassano, convinto sostenitore del progetto artistico, ha richiamato l’attenzione sulla circostanza che quello di quest’anno, dedicato alla campagna e ai giardini triggianesi, è il terzo appuntamento di una ricerca iniziata nel 2007 con la mostra sulle periferie e proseguito nel 2008 con quella sul “territorio interno” all’abitato.
“Il progetto di quest'anno ha dichiarato - vuole realizzare un altro tassello del mosaico che compone il nostro paesaggio urbano e suburbano ed ha posto l'attenzione su alcune aree particolari del territorio”.
Nel mettere in luce la straordinaria importanza culturale del dibattito, Pavone ha evidenziato la bellezza delle campagne triggianesi.
Subito dopo, Michele Cassano ha aperto il suo intervento accennando ai continui cambiamenti che Triggiano è stata costretta a subire nel corso degli anni, con la perdita dei caratteri prettamente agricoli, diventando cosi un paese di servizio nell'hinterland barese. Ritiene sempre più difficile conservare il territorio naturale triggianese, a causa delle continue offerte economiche sempre più pressanti e allettanti: da qui l’importanza della documentazione fotografica al servizio della memoria.
Conclude il suo discorso, esortando la comunità nel non dimenticare il proprio passato e le proprie origini rurali.
Riprendendo il discorso del Sindaco, Nicola Signorile ha voluto approfondire con grande competenza il concetto di “campagna urbana”, quella sorta di terra di mezzo che non ha più un significato di economia meramente rurale, ma bisognerebbe sfruttare in grandi progetti a livello turistico, culturale, sociale come già avviene sempre più spesso nei grandi paesi europei. Insomma, è l’idea dei grandi “Parchi Urbani”.
A quest'ultimo passaggio si è collegato il critico d'arte Enzo Velati, che ha messo l'accento sull'importante tema dell’ambiente, concetto assai sentito dalla cittadinanza. Afferma inoltre, che l'uso della fotografia è un importante strumento di linguaggio, data l'enorme capacità comunicativa che può assumere.
Coglie un altro aspetto: la fotografia può diventare un grande strumento di indagine e di riflessione, senza per questo perdere di autoralità. L'assessore alla cultura di Triggiano, Maria Teresa Volpe, ha subito manifestato grande soddisfazione per l'esito positivo del dibattito, ringraziando chi ha partecipato attivamente al progetto. Volpe ha, inoltre, affermato che Triggiano è destinato a crescere sempre più, grazie alla costruzione di nuove infrastrutture, utili nel collegare le diverse realtà locali.
La mostra è terminata con un video dal titolo “Visioni di una campagna divenuta virtuale” realizzato da Nicola De Napoli, contenente una serie di immagini e interviste ad alcuni contadini triggianesi.
Insomma, assistiamo ad una feroce e inevitabile urbanizzazione del paese, con annessi cambiamenti non di poca importanza sotto il punto di vista sociale ed economico. Diciamoci la verità, Triggiano sta cambiando. Non so se in meglio o in peggio, ma è evidente la positiva affermazione di esercizi commerciali, utili alle esigenze della cittadinanza. Per di più i giovani triggianesi sempre di più influenzati da una cultura consumistica dedita al culto dell'apparenza, sono ormai indifferenti a certi antichi valori rurali, considerati troppo spesso noiosi e obsoleti. Personalmente credo che se una comunità ignora il proprio ieri, non avrà certamente un domani.
















