Bobo Rondelli ed Esperanza Spalding al Locus Festival
Bobo Rondelli - Esperanza Spalding
Locus Festival, sesta edizione
24 e 25 luglio 2010 - ore 21.30
Piazza Mitrano
Locorotondo (Bari)
Sabato 24 luglio, ancora a Piazza Mitrano e con ingresso libero, sarà la volta di Bobo Rondelli
Forse non è un caso che uno dei dischi più riusciti e apprezzati del cantautore livornese Bobo Rondelli sia intitolato "Disperati, Intellettuali, Ubriaconi". Nelle sue canzoni infatti ci sono spesso ritratti di quel genere persone. Una cosa è certa: Rondelli è un artista leggero e profondo allo stesso tempo, uno che con le sue canzoni fa commuovere, ridere, riflettere. Uno che dice cose importanti in maniera semplice e spontanea. Un poeta della musica leggera, nel senso più nobile del termine.
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La sua vicenda artistica comincia nel 1992 quando forma gli Ottavo Padiglione. Un nome curioso: ottavo padiglione è infatti il nome del reparto psichiatrico dell'ospedale di Livorno. E tanto per rimanere in tema, il brano più conosciuto di questo lavoro è "Ho picchiato la testa", titolo, questo, destinato a tornare in primo piano nel corso della sua carriera. Gli Ottavo Padiglione seducono all'istante il grande pubblico, anche quando nel 1999 pubblicano un album, Onda Reggae, scaturito dalla collaborazione con il produttore e musicista Dennis Bovell, figura di primo piano del British Reggae.
Quando l'avventura con gli Ottavo Padiglione arriva al termine, il cantautore che per nostra fortuna "ha picchiato la testa" debutta come solista nel 2001 con Figlio del nulla, lavoro che meritava di più, molto di più.
L'anno successivo è la volta di "Disperati, Intellettuali, Ubriaconi", lavoro che si avvale della presenza come arrangiatore e produttore del pianista Stefano Bollani (anche lui, per nostra fortuna, deve aver picchiato la testa...). L'album riscuote l'applauso convinto della critica e del pubblico. Bobo Rondelli è ormai un artista maturo, dotato di una grande personalità sia come autore e sia come interprete.
Oltre alla musica, Rondelli ha giocato di sponda anche con il cinema, prima collaborando con la regista Roberta Torre e più recentemente con Paolo Virzì (anche lui livornese e anche lui vittima, per nostra fortuna, di un colpo in testa).
Virzì ha firmato nel 2009 "L'uomo che aveva picchiato la testa", un film completamente dedicato a Bobo Rondelli, che anticipa l'uscita dell'album "Per amor del cielo". Recentemente Rondelli ha partecipato alle riprese del film di Virzì "La prima cosa bella".
Sul palco Bobo Rondelli cattura senza fatica l'attenzione del pubblico, raccontando le sue storie in musica, quelle piene di "disperati, intellettuali, ubriaconi" e altri strani personaggi. Un poeta della musica leggera…
Esperanza Spalding - contrabbasso e voce, Leonardo Genovese – piano, Ricardo Vogt - chitarre, Dana Hawkins - batteria
Domenica 25 luglio sarà la volta della contrabbassista e cantante Eperanza Spalding. A soli 26 anni questa contrabbassista, cantante e compositrice è una delle figure più importanti, talentuose e creative della scena jazz contemporanea. In poco tempo è diventata molto di più di una semplice "speranza".
Nata nel 1984, cresciuta in un ambiente aperto a diverse tradizioni e culture a Potland, Oregon, Esperanza Spalding, nonostante le ristrettezze economiche della sua famiglia e lunghi periodi segnati da gravi problemi salute, dimostra immediatamente di possedere uno spiccato talento nei confronti della musica. Spinta e incoraggiata dalla madre, a soli cinque anni entra come violinista nell'orchestra della Società della musica da Camera dell'Oregon, facendone parte per dieci anni. Sarà in questi anni che scoprirà il contrabbasso e le possibilità creative offerte dall'imponente patrimonio del jazz, allontanandosi progressivamente dal mondo della musica classica. Ottenuta una borsa di studio, a soli sedici anni si diploma in musica presso l'Università statale di Portland. Ovviamente, era la più giovane del suo corso.
Successivamente frequenta il Berklee College, dove non solo si laurea, ma diventa insegnante di contrabbasso a soli vent'anni, un vero e proprio record per il famoso college di Boston.
In quel periodo sarà al fianco di musicisti importanti quali Stanley Clarke, Pat Metheny, Donald Harrison, Joe Lovano e della cantante, già pupilla di Quincy Jones, Patti Austin.
Nel 2006 incide Junjo, il suo primo album come solista, cui seguirà due anni dopo "Esperanza". In questi lavori mette in mostra tutto il suo talento e soprattutto sprigiona la forza espressiva del suo stile, che rilegge in maniera personale e coinvolgente, tanto la storia e l'evoluzione del jazz quanto la tradizione latina e cubana. Tutte queste influenze e suggestioni diventano comunque un linguaggio e uno stile in continuo movimento, qualcosa che appartiene solo a lei. Qualcosa di unico e inconfondibile, proprio come il suo sorriso e naturalmente il suo talento. Il suo prossimo album, "Chamber Music Society", la cui pubblicazione è dietro l'angolo, ripercorre di slancio tutta la sua vicenda artistica.
















