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Scoutiamo con la Fanova

  • Lunedì 15 Marzo 2010 09:58
  • Ultimo aggiornamento Lunedì 15 Marzo 2010 10:08

Scoutiamo con la Fanova, 19 marzo 2010 a Casamassima (Bari) - Il manifestoScoutiamo con la Fanova
19 marzo 2010
Casamassima (Bari)


Ormai da anni, come vuole la tradizione, il 19 marzo, giorno di S. Giuseppe, a Casamassima vengono accese le fanove, giganteschi falò, anticamente volti ad allontanare il freddo e gli stenti dell'inverno bruciando i residui delle potature di vigneti e ulivi per accogliere la primavera che con il risveglio della natura avrebbe portato fecondità e abbondanza nei campi. Fino agli anni settanta i bambini giravano il paese con un grande ramo e bussavano casa per casa ricevendo arance, mandarini, i mostaccioli, tipici dolci di vin cotto o tarallini e fichi secchi, che venivano tutti appesi a questo ramo, il quale poi veniva posto in cima alle fascine e incendiato. Ogni rione aveva il suo falò e per una notte il paese ardeva, rischiarato da decine di pire propiziatorie.
Oggigiorno, con il venir meno delle superstizioni popolari e con l'introduzione di nuove e più avanzate tecniche agricole, di quel rituale che affonda le radici in tempi lontanissimi non è rimasto altro che il fuoco, acceso a ricordo di una tradizione ormai scomparsa.
Quest'anno, fra i gruppi che accenderanno le fanove, c'è il reparto Orion del gruppo AGESCI Casamassima 1, trentasei ragazzi fra gli 11 e i 16 anni che guidati dai loro capi, il 19 marzo in piazza Moro a partire dalle 19.30 si prodigheranno per unire l'essenza del loro essere scout alla rivalutazione e riscoperta del territorio e delle tradizioni. 

Lo scoutismo, sempre presente a Casamassima da quarantadue anni, si pone come principale obiettivo di educare i ragazzi e renderli buoni cittadini del mondo, anche attraverso la scelta di imprese in cui possono mettersi alla prova per accrescere la loro autonomia e la loro capacità creativa e di lavorare in gruppo. Quest'anno, in armonia con le esigenze del paese hanno scelto di cimentarsi con i falò, e non solo. Realizzeranno infatti anche altre attività ludiche, fra cui i giochi di una volta, quelli che i nostri genitori praticavano per strada e che adesso non esistono neanche più, distrutti dall'incessante avanzare dei videogiochi: anche questo servirà a guidare i ragazzi in un percorso di riscoperta del paese e a diventarne sempre più consapevolmente cittadini attivi.



Esploratori e guide infatti si sono confrontati con le attività manuali, realizzando completamente da soli i giochi, il percorso hebert, gli stand fatti con paletti di legno e nodi, i costumi di scena e il materiale pubblicitario; non è stata trascurata neanche l'animazione, garantita dai tradizionali canti attorno al fuoco e la ristorazione, infatti i ragazzi si adopereranno per cucinare i piatti tipici della tradizione casamassimese. È importante notare come l'idea sia partita dagli stessi ragazzi, che non hanno avuto paura di impegnarsi in qualcosa di diverso e stimolante e di mettere la loro esperienza al servizio degli altri lavorando intensamente per tre mesi, da gennaio a marzo.



Il tutto con il patrocinio del Comune di Casamassima e l'appoggio del comando dei vigili urbani, disponibilissimi nel chiudere il traffico sul corso per permettere l'utilizzo della piazza, al fine di evitare il ripetersi del vandalismo dello scorso anno, quando sotto i falò finirono pneumatici e cassette di plastica, senza alcun rispetto per l'ambiente e per la stessa sicurezza dei cittadini.
Dopotutto, come diceva il fondatore dello scoutismo, Lord Baden Powell, dovremmo cercare sempre di lasciare questo mondo un po' migliore di come l'abbiamo trovato.

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