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L'Otello di Onirica inaugura la stagione di prosa 2008-09 al Teatro Duse di Bari

  • Lunedì 15 Settembre 2008 17:41
  • Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Settembre 2008 10:22

La locandina dell'Otello di Onirica al Teatro Duse di Bari dal 16 al 26 settembre 2008L'Otello di W. Shakespeare per la regia di Vito Latorre, prodotto dalla compagnia Onirica Poetica Teatrale, inaugura la stagione di prosa al Teatro Duse di Bari. Sarà in cartellone dal 16 al 26 settembre, ed è già previsto il tutto esaurito.
La compagnia teatrale professionista Onirica nasce nel 2007 con l'intento di essere una "possibilità" per gli artigiani del teatro concreto. Condividere percorsi, più o meno lunghi, più o meno intensi, dove Onirica è un processo sempre in crescita diretto verso una Poetica Teatrale.


Ogni sera uno spettacolo sempre nuovo, vivo, che si adatta all'emozione e all'energia. L'Otello, pur essendo un classico, resta un dramma coinvolgente e una storia aperta a infinte interpretazioni.
"Conquista il giusto mix di fedeltà e freschezza che non scontenta i più conformisti amatori" di uno dei classici della letteratura. Compresenza nei personaggi di reale e fantastico, di buffo e di terribile, di concreto e di astratto. Un capolavoro nutrito di ispirazioni contemporanee, citazioni, effetti pittorici e atmosfere suggestive. E in questo oscillare tra il fiabesco ed il "dipinto simbolico ed allegorico" questo Otello diviene "un sogno dentro un sogno".
Attori: Rossella Giugliano, Francesco Lamacchia, Vito Latorre, Giusy Salomone, Lisangela Sgobba. Ricerche musicali: Gianni Ciardo. Audio e Luci: Giuseppe Dentamaro. Scenografie e Costumi: Rossella Ramunni. Vocal trainig: Vanna Sasso.

Perché Otello?
Perché avevo gli attori giusti per farlo. Otello, un classico.
Spesso ci si accosta ai classici partendo dal presupposto che qualcuno, non si sa bene dove, abbia capito e stabilito come deve essere rappresentato il dramma.
Per Shakespeare sentiamo ripetere continuamente la stessa raccomandazione: "Recitate quel che è scritto". Ma cosa è scritto? Parole su foglio. "La parola è una piccola parte visibile di una gigantesca costruzione invisibile. È un processo che avviene nel drammaturgo e che l'attore deve vivere in modo creativo originario" (P. Brook).
Nel copione di Shakespeare non esiste un solo punto di vista, né una sola verità, né una sola ragione ma tante prospettive quanti i personaggi: questa è stata la ragione che mi ha condotto nelle prove. Affrontare le prove verificando le scoperte del giorno precedente, pronti a credere che la verità del dramma ci sia sfuggita ancora una volta. Lo spettacolo inteso come una prova condivisa con il pubblico e come parte integrante del percorso di ricerca della poetica di Onirica, diretta verso l'estetica del grottesco tragico e della ricostruzione poetica del reale. Compresenza nei personaggi di reale e fantastico, di buffo e di terribile, di concreto e di astratto. Il testo subisce contrazioni e spostamenti di battute, in una mobilità quasi onirica. In questo oscillare tra il fiabesco ed il "dipinto simbolico ed allegorico" questo Otello diviene "un sogno dentro un sogno". Il fuoco di una candela accende la gelosia, il buio nasconde la menzogna, una luce inattesa smaschera la verità: Caravaggio incontra e ispira Shakespeare, Pasolini sussurra ad un Totò\Iago che cosa sono le nuvole. Gli attori animano i personaggi per un tempo lungo un atto: la vita dura poco e ad essa segue il sogno. Si passa troppo poco tempo a guardare il cielo.
Vito Latorre

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