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Avvistamenti 2010

  • Lunedì 20 Dicembre 2010 15:14
  • Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Dicembre 2010 15:29

''Avvistamenti'', 20 e 21 dicembre 2010 a BariAvvistamenti
VIII edizione - Dedicato ad Augusto Tretti
A cura del Cineclub Canudo
20 e 21 dicembre 2010
Cinema Nuovo Splendor
Bari


Avvistamenti 2010 - VIII edizione a Bari dedicato ad Augusto Tretti

Il Cineclub Canudo presenta l'ottava edizione della mostra internazionale del video e del Cinema d'autore "Avvistamenti", organizzata e diretta da Daniela Di Niso e Antonio Musci e patrocinata dall'Assessorato al Mediterraneo, alla Cultura e al Turismo della Regione Puglia

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L'evento si svolgerà presso il Cinema Nuovo Splendor di Bari il 20 e 21 dicembre 2010, a partire dalle ore 17.00 fino a tarda sera con fitto programma di proiezioni.

Il programma prevede diverse sezioni, tra cui la rassegna monografica di quest'anno, dedicata al regista "anarchico di linea veronese" Augusto Tretti.
Classe 1924, Tretti è un autore - parafrasando Ennio Flaiano, suo grande estimatore - difficilmente collocabile negli scaffali della cinematografia italiana, "un fenomeno isolato o, peggio, da isolare".

Di lui Fellini diceva: "Do un consiglio a tutti i miei amici produttori: acchiappate Tretti, fategli firmare subito un contratto, e lasciategli girare tutto quello che gli passa per la testa. Soprattutto non tentate di fargli riacquistare la ragione; Tretti è il matto di cui ha bisogno il cinema italiano".

Purtroppo di quel matto, i cui film sono per un altro grande maestro come Florestano Vancini "i più strabilianti e fuori dal comune", il cinema italiano, che ormai vive oggi una nuova stagione di telefoni bianchi, al contrario sembra proprio non aver bisogno, confermando la triste profezia di Flaiano.

Nella sua travagliata carriera di regista, tra mille traversie produttive e vere e proprie interdizioni, soprattutto del mondo della politica, Tretti ha realizzato quattro film in un lasso di tempo di circa trent'anni (La legge della tromba, Il potere, Alcool e Mediatori e carrozze). Dopo aver realizzato nel corso degli anni cinquanta una serie di cortometraggi in 8mm, purtroppo andati perduti, e dopo essere stato aiuto regista di Fellini nel film Il bidone, nel 1957 comincia a girare il suo primo lungometraggio in pellicola 35 mm, La legge della tromba, che terminerà solo nel 1960. All'uscita del film riceverà dai critici di provincia solo giudizi negativi e superficiali, mentre raccoglie l'entusiasmo di grandi intellettuali, scrittori e registi del calibro di Moravia, Fortini, Fellini, Antonioni, Maselli, Vancini, Zurlini, Zavattini e Flaiano, i quali lo invogliano a proseguire sulla strada della ricerca già intrapresa con il primo lungometraggio. Ne verrà fuori quello che possiamo considerare il capolavoro di Tretti, Il potere, un film a episodi che narra come nel corso della storia umana il potere resti saldamente nelle mani di forze reazionarie, che non si fanno scrupolo di ricorrere alla violenza e all'oppressione pur di conservarlo. Nel film egli mette radicalmente in discussione non questo o quel sistema di potere, ma il potere tout court, ridicolizzandolo e rendendolo vulnerabile, al punto da indurre un noto politico socialista, presente alla proiezione del film "Il potere" alla Mostra del Cinema di Venezia del 1971, a sentenziare che Tretti non avrebbe mai più girato un film in vita sua.



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