Ju tarramutu
"Ju tarramutu"
dal 6 aprile 2011
Nei cinema delle principali città italiane
Bari
"Ju tarramutu - Un viaggio nei territori della città più mistificata d'Italia"
Il 6 aprile 2011, secondo anniversario del terremoto in Abruzzo, nelle principali città italiane il documentario di Paolo Pisanelli
L'Aquila, Roma, Milano, Torino, Padova, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Lecce: sono alcune delle città che il 6 aprile ospiteranno la proiezione di "Ju tarramutu", il documentario di Paolo Pisanelli in sala nel secondo anniversario del terremoto che ha colpito l'Abruzzo.
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Girato in un arco di tempo di 15 mesi e già applaudito in numerosi festival, "Ju tarramutu" è - come spiega il sottotitolo - "un viaggio nei territori della città più mistificata d'Italia". Una città passata dalla rassegnazione alla rivolta attraverso mille trasformazioni, raccontata intrecciando storie di persone, luoghi, cantieri, voci e risate di "sciacalli" imprenditori che hanno scatenato la protesta delle carriole, quando ormai il terremoto non faceva più notizia: "Riprendiamoci la città" hanno gridato gli abitanti dell'Aquila e si sono organizzati per spalare le macerie, dimostrando la volontà di non rassegnarsi al silenzio, anche se costretti a vivere nelle periferie di una città fantasma.
"Ho filmato a lungo il territorio aquilano - spiega Pisanelli - e il mio interesse è rivolto alle radicali trasformazioni che sta subendo, alla 'sparizione' dei centri storici, tra abbandoni e demolizioni, all'idea di casa che ha dentro di sé ogni persona che ho incontrato. Alla violenza naturale del terremoto si è sovrapposta la voracità degli interessi, la velocità delle urbanizzazioni, l'impatto violento del Progetto C.A.S.E. che ha sconvolto senza pianificazione un territorio bellissimo. Nel tempo lo smarrimento degli abitanti è diventato rabbia, ribellione contro gli sprechi, le carenze organizzative, le speculazioni politiche ed economiche".
Perché un film sul terremoto e le sue conseguenze? "A volte fare un film è uno scoppio di passione, di rabbia e d'amore", continua il regista, diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia e già autore di documentari come "Don Vitaliano" e "Il sibilo lungo della taranta".
















