Il Mulino sul Colognati
"Il Mulino sul Colognati" di Rolando Rizzo sara' presentato a Bari l'11 novembre 2008
Uno scrittore e un editore di Rossano (Cosenza) si affermano nel panorama letterario. Dopo i viaggi e gli importanti successi di pubblico e da parte della critica ottenuti in Toscana, a Firenze e Pisa, il romanzo "Il Mulino sul Colognati" di Rolando Rizzo, edito da Ferrari Editore, approda a Bari. Sarà presentato presso la Biblioteca "Santa Teresa dei Maschi – De Gemmis" del capoluogo pugliese martedì 11 novembre 2008 alle ore 18,00 con il patrocinio della Provincia di Bari e della stessa Biblioteca Provinciale. Nel corso della manifestazione interverranno l'editore, Settimio Ferrari, e la pedagogista Elisa Civardi Romano. La relazione sul romanzo sarà presentata dal docente Santa Abiusi ed a seguire saranno letti alcuni brani del libro alla presenza dell'autore.
Rolando Rizzo è nato a Rossano nel 1944 dove ha vissuto sino al 1958, quando ha lasciato la Calabria per trasferirsi a Firenze. Attualmente è Docente di Teologia Pratica presso la Facoltà Teologica Avventista "Villa Aurora" a Firenze.
Sin dal 1964 ha pubblicato con regolarità articoli su tutte le riviste avventiste italiane, tradotti anche in Brasile, Romania, Spagna, Francia, Stati Uniti. Nel 1985 ha fondato "L'Opinione", organo della Gioventù Avventista, che ha diretto sino al 1990.
Con questo suo primo romanzo ritorna alla letteratura, suo grande amore. Il libro vuole essere anche un omaggio ai suoi avi e al suo paese natale che, come molti altri, anche egli è stato costretto ad abbandonare, ma che non ha mai smesso di portare nel cuore.
"Il Mulino sul Colognati" evoca quel mondo e quella cultura attraverso il racconto e l'esperienza di un bambino che, tra i sei e i quattordici anni, trascorre l'infanzia, prima, e l'adolescenza, poi, a contatto con una natura selvaggia e splendida, in una società difficile e in via di profonda trasformazione. Narrando, tra realtà e fantasia, tra storia e leggenda, gli eventi gioiosi e dolorosi che lo coinvolsero, ma anche l'atmosfera di quella terra, i suoi valori, i suoi miti, l'autore riporta alla luce le radici di un tempo e di un mondo che abbiamo bisogno di non dimenticare. Al romanzo fa da cornice il lento scorrere del fiume Colognati che abbraccia la fanciullezza del protagonista, che vive intensamente tutti gli aspetti della vita agreste, fatta dei rumori dell'aia del "Pesco", dello scoppiettare del fuoco attorno al quale le famiglie dei Tabbatà e degli Scritta cantano e ballano le antiche nenie di paese. Irrompe nella storia di "Rolanduzzu", la lussureggiante vegetazione della valle del Colognati, i frutti della terra, il sudore del lavoro nei campi, la disperazione contro una natura spesso malevola nei confronti dei contadini, la felicità per la nascita di un vitellino.
C'è poi Rossano, con le sue vie, i suoi ritrovi, le "potighe", i suoi personaggi e storie, che accolgono il Rolando adolescente, che si affaccia alla vita adulta sorretto solo dalla figura di suo padre, il quale gli starà accanto fino al momento in cui il percorso esistenziale di Rolando cambierà per sempre.
















