Dicembre a Bari
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Dicembre a Bari giunge nel 2008 alla sua quinta edizione con un programma di appuntamenti ampio e variegato, che come sempre spazia dal teatro all'arte contemporanea al cinema e propone alla città di Bari rassegne consolidate e novità assolute.Anche questo dicembre i cinema, i teatri, gli auditorium, le strade le piazze e i monumenti, come pure l'ospedale pediatrico Giovanni XXIII e l'Istituto di Pena per i Minori Fornelli, saranno altrettanti palcoscenici per gli artisti e gli eventi in calendario.
Il dettaglio del programma e i principali appuntamenti del Dicembre a Bari 2008 sono stati illsutrati dall'assessore alle Culture Nicola Laforgia nel corso di una conferenza stampa al Fortino Sant'Antonio.
Di seguito un intervento a firma di Laforgia, che riassume le prospettive e il senso del lavoro svolto in questi quattro anni dall'Assessorato alle Culture del Comune di Bari:
Dicembre a Bari è stato il primo grande contenitore che abbiamo inaugurato nel 2004.
Volevamo svincolarci dalla logica straordinaria dell'evento, per costruire una proposta quotidiana e diffusa che inseguisse qualità e costanza.
Sviluppando un sistema di format fondato su quattro pilastri principali, lo intrecciammo con quanto già consolidato nella storia culturale cittadina, per favorire uno sviluppo coerente e ponderato dell'offerta.
Attraverso un dialogo costruttivo con gli operatori del territorio, non senza affrontare lo scoglio di una radicata assenza di dialogo, abbiamo stimolato aggregazioni e specificità, costruendo o stabilizzando azioni che hanno gradualmente sostanziato questo modello.
Attività accolte originariamente come boutade elitarie, si sono trasformate in appuntamenti attesi e apprezzati da un pubblico ampio e variegato, senza rinunciare né alla loro ambizione innovativa, né alla loro "estraneità" territoriale.
Se naturalmente i segni più eclatanti di questa impresa sono evidenti nei grandi nomi coinvolti, mi piace sottolineare il successo di azioni "marginali", come un festival di musica contemporanea, Urticanti o Silence, o l'impresa dell'Ospite Bambino, di cui proprio domani presenteremo il nuovo programma.
Si è detto della mia predilezione per il cinema forse perché le "stelle" del cinema conquistano più facilmente l'attenzione dei media. Basterà citare una delle linee sviluppate, quella ad esempio di Film Stage, che ha messo in fila Kiarostami, De Oliveira, Storaro e Greenaway, per sintetizzare una modalità che in cinque anni ha moltiplicato l'attenzione verso quest'arte a Bari e che nel prossimo festival di febbraio troverà il suo coronamento. Filmmaker, Sentieri del Cinema, Levante Film Festival proprionel dicembre, l'Accademia di Enziteto, Pellicole a Colloquio, il Festival di Cinema per Ragazzi, Balafon, Cinemadamare, sono titoli divenuti appuntamenti strutturali di questo sistema.
Ma sono certo che alla vostra attenzione non saranno sfuggite le azioni sviluppate sul fronte del teatro, della musica, della danza, della letteratura e certamente con strumenti meno adeguati, delle arti visive.
La prosa al Piccinni è passata da sette a ventuno titoli in cartellone, con cinque spazi coinvolti e stagioni che hanno restituito al teatro municipale il ruolo di riferimento regionale. Cito per il calendario del Dicembre, Umberto Orsini e l'originalissima regia che Andrea De Rosa ha prodotto per Molly Sweeney: un viaggio nel valore che a volte la cecità può manifestare a discapito della vista. E Paolo Bonacelli con il suo omaggio ad Aldo Moro.
Quattro le convenzioni triennali rinnovate a cui se ne sono aggiunte due nuove con Anonima GR e la compagnia Tiberio Fiorilli. Abbiamo incrementato del 20% tutti gli investimenti destinati a questo comparto, favorendo iniziative inusuali, come la nuovissima rassegna al Piccolo di Bari, in collaborazione con Terrae, la stagione di Pagliaro alla Vallisa o Abbracci che, in collaborazione con l'Istituto Minorile Fornelli, sviluppa un cartellone di altissima qualità, ospitando quest'anno uno dei più grandi artisti del nuovo circo internazionale, Maturin Bolze, con uno spettacolo, Ali, che non dovrete perdere. Falò e piccoli fuochi è diventato un appuntamento consueto con il teatro di strada e da tre anni abbiamo avviato un lavoro sulla danza.
Ma è solo una traccia de Le Voci dell'Anima, a rappresentare la crescita di una proposta musicale che comprende grandi eventi, come i concerti di MTV e nuovi festival, come Bari in Jazz, l'Acqua in Testa e il Controfestival. Abbiamo consolidato storiche manifestazioni dialogando con la Camerata Musicale, il Collegium Musicum e le molte associazioni musicali. E se questa sera a Bari possiamo godere della forza di Steve Reich, è grazie al rilancio che con Gianluigi Trevisi abbiamo fatto di Time Zones. La stessa attenzione è stata garantita a Soul Makossa, al Bari Jazz Festival, a Mousikè e ancora in dicembre è nato di Suoni e di Danze: un itinerario che quest'anno comprende testimonianze autorevoli dal Burkina Faso e dall'Albania (Gabin Dabirè e Admir Shkurtaj trio).
So quanta fatica in più abbiamo prodotto per voi e vi sono grato per l'attenzione che ci prestate. Mi capita spesso di avvertire il vostro entusiasmo. Costituisce uno stimolo particolare, non solo perché si traduce in visibilità e comunicazione, ma perché nasce da professionisti del ramo, la cui competenza è in grado di valutare i contenuti del nostro lavoro.
Certamente la mostra dedicata a San Nicola rappresenta il momento più significativo del nostro impegno per l'arte, ma grazie al sostegno della Regione Puglia, grandi iniziative si prospettano sul fronte del contemporaneo, con un inizio straordinario affidato a Michelangelo Pistoletto, ospite del Castello Svevo dal 18 dicembre. Non abbiamo trascurato le nuove generazioni stabilizzando Gap e abbiamo recuperato Barifotografia. Abbiamo soprattutto aperto ogni giorno la sala Murat e il Fortino, assumendoci anche l'onere dell'eterogeneità, giustificato da uno squilibrio potente fra domanda e offerta di spazi. D'altronde, una mostra d'artigianato dedicata ai Presepi (Spaccabari) ci sembra pertinente per Bari come quella che in gennaio ricorderà l'Olocausto, con le foto di Vincenzo Catalano. E non avremmo avuto spazi alternativi per ospitare gli incontri che hanno trasformato il Premio Letterario "Città di Bari Pinuccio Tatarella", da evento mondano ad apice qualificato e seguitissimo di un ampio lavoro sulla promozione della lettura. Un lavoro diventato, grazie anche alla complicità delle librerie cittadine, pane quotidiano per Bari.
Sono state più di seicento le iniziative che a vario titolo abbiamo sostenuto nel 2008 e devo un ringraziamento particolare ai miei collaboratori: ad un ufficio che senza rinforzi è riuscito e riesce a confortare un'impresa titanica e ancora lontana dai suoi obiettivi ideali.
Abbiamo lavorato molto sui contenuti, ma c'è moltissimo da fare sui contenitori: sulle strutture. E se la faticosa vicenda del Petruzzelli ci coinvolge tutti nella sfida per la riapertura, abbiamo appena iniziato l'itinerario per la costruzione dell'Officina degli Esordi (uno spazio dedicato alla produzione artistica giovanile) ed urge un impegno per l'arte contemporanea che vedremmo in forte sintonia con il recupero del Margherita, da associare in un sistema articolato alla Sala Murat e all'edificio che attualmente ospita il mercato e gli uffici dell'edilizia residenziale pubblica, in piazza del Ferrarese.
Viviamo con orgoglio questa quinta edizione del Dicembre a Bari perché per noi rappresenta tutto questo.
Fra la notte dei mille spettacoli in piazza e le Voci dell'Anima nelle chiese di ogni quartiere, ci saranno gli Abbracci nei luoghi di pena, i Falò degli artisti di strada, i presepi, le danze, le visioni dal mondo, una Pista per il pattinaggio sul ghiaccio e gli intrecci con le stagioni di prosa, di musica, con il Controfestival, il Levante Film Festival e con l'Ospite Bambino.
Ma ci sarà soprattutto la vitalità di una città cambiata e tutti i motivi per una emozione in comune. È omaggio al Natale e al principio di un anno che si spera per tutti si riveli migliore.
Nicola Laforgia
Assessore alle Culture
















