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Campagna nazionale contro le Mutilazioni Genitali Femminili

  • Martedì 24 Marzo 2009 12:12
  • Ultimo aggiornamento Martedì 24 Marzo 2009 12:26

Campagna nazionale contro le Mutilazioni Genitali Femminili - Il logo STOP FGMLa Commissione regionale Pari Opportunità, giovedì 19 marzo 2009 alle ore 11,30, presso la sala ex Giunta del Palazzo del Consiglio Regionale a Bari, ha organizzato una conferenza stampa per illustrare la campagna nazionale contro le mutilazioni genitali femminili nell'ambito del Progetto Aurora (Percorsi di consapevolezza/Azioni di prevenzione e contrasto alle MGF).

L'iniziativa rientra nell'ambito del Progetto Aurora finanziato dal Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, curato dall'Associazione torinese Alma Terra e da vari partner rappresentati da quattro regioni: Puglia, Piemonte, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. Con ciò si intende contribuire all'eliminazione delle pratiche delle mutilazioni genitali femminili in quelle comunità che provengono da paesi dove è maggiormente diffusa la MGF, creando una coscienza collettiva sulla violazione dei diritti umani e la discriminazione di genere che esse comportano. Propone infatti, un approccio partecipativo al problema attraverso il coinvolgimento di tutti i componenti delle comunità interessate.

 

Il progetto è stato presentato dalla presidente della Commissione regionale Pari Opportunità, Magda Terrevoli. "Voglio sottolineare – ha detto la Terrevoli - l'impegno di noi donne per una Sanità diversa in Puglia e vogliamo avere un approccio diverso con le famiglie della bambine che subiscono queste mutilazioni, evidenziando i danni fisici e psicologici che sono in grado di causare e le conseguenze che ne derivano. La nostra campagna – ha concluso la presidente regionale alle Pari Opportunità – è rivolta a chi vive in Italia o ha un progetto migratorio verso il nostro Paese ed appartiene ad una delle tante comunità in cui la pratica è diffusa".
Ha fatto seguito l'intervento dell'assessore alle politiche della Salute, Tommaso Fiore, che ha sottolineato due problemi di fondo, quello delle scorrerie e dell'abuso del corpo delle donne e quello degli immigrati e dell'offerta dei servizi sanitari. "Questa è un'iniziativa encomiabile – ha detto l'assessore Fiore – che deve essere messa nel circuito completo e dobbiamo lavorare per superare queste criticità, andando, soprattutto, a vedere che cosa succede nei centri di permanenza temporanea".

 

L'assessore alle politiche sociali, Elena Gentile, nel suo intervento ha ribadito l'importanza di questo momento condiviso da tutti per raggiungere obiettivi significativi. "Non ci fermeremo qui – ha detto l'assessore Gentile – e dobbiamo comunicare e informare di più, ma soprattutto migliorare la percezione dello sforzo che sta compiendo questa Giunta regionale e nei mesi prossimi, quando andremo ad approvare la legge sugli immigrati, dimostreremo quanto è stato fatto per l'approccio all'integrazione ed all'accoglienza".
Alla presentazione ha partecipato anche il direttore generale dell'Asl di Bari, Lea Cosentino, che nel suo intervento ha detto: "È un'iniziativa di grande civiltà che si colloca in un progetto globale, e in quanto direttore donna ho il dovere in più a rappresentare le differenze di genere, che ha un approccio diverso rispetto agli eventi della vita che non si fermano alla sola capacità riproduttiva. C'è da fare ancora – ha concluso il direttore dell'Asl – verso un nuovo indirizzo di realtà socio-sanitaria".

 

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