Da Bari a Myra: "Translatio Sancti Nicolai"
San Nicola di Myra fu uno dei santi più venerati dai cristiani ortodossi, cattolici, protestanti. Morì a Myra intorno all'anno 350. Considerato protettore dei naviganti, la sua salma fu trafugata dai marinai baresi che rientrarono trionfalmente a Bari il 9 maggio del 1087. Le reliquie vennero deposte in una cripta nella Curte Domnica. Qui, in brevissimo tempo, venne edificata la Basilica di San Nicola e le reliquie del santo poste sotto l'altare maggiore della cripta. Proprio dalle sue ossa ha origine prodigiosamente un liquido, la manna, al quale i fedeli attribuiscono qualità taumaturgiche. Ogni anno si svolge per le vie della città un grande Corteo Storico (7 maggio) con il quale si rievoca l'arrivo delle reliquie del santo di Myra su queste terre. Caratteristica la processione in mare dell'8 maggio, durante la quale la statua di San Nicola viene portata al largo da un motopeschereccio estratto a sorte ed accompagnato, attraverso la rada, da un festoso corteo di imbarcazioni.
Le migliaia di pellegrini che giungono a Bari, alcuni a piedi, nei giorni della festa e la massiccia partecipazione dei baresi alle diverse manifestazioni che il Comitato Feste Patronali organizza d'intesa con la Basilica di San Nicola ed il Comune, fanno della festa nicolaiana uno dei più importanti appuntamenti di aggregazione religiosa, socio-economica e culturale nel Meridione d'Italia.
Nell'ambito di un progetto più ampio dal titolo "Ex Oriente Lumen" e a 922 anni da quei giorni, lo stesso viaggio sta per compiersi sulle tracce di quel coraggio e di quell'evento: parte mercoledì 8 aprile 2009 la "Translatio Sancti Nicolai", una traversata da Bari a Myra ideata dal fotografo Enzo Catalano e fortemente voluta dalla Basilica di San Nicola.
Un modo per ricollegare al presente un evento storico che fa parte della tradizione e del culto nicolaiano, una festa che non è solo fatta dei giorni delle sagre o della venerazione, ma che è un importantissimo fil rouge che lega da secoli cattolici e ortodossi, Oriente e Occidente.
E come non considerare San Nicola un simbolo di pace e di conciliazione nel Mediterraneo? Come non legare questi segnali di pace e di unione alle tante disgregazioni politiche, non ultima quella della volontà di chiudere l'Europa alla Turchia?
Sono alcuni dei temi di cui si è parlato lunedì 6 aprile 2009 durante la presentazione del progetto, tenuta al Circolo della Vela di Bari, alla presenza del rettore di San Nicola padre Damiano Bova, dell'arch. Onofrio Mangini, dell'assessore regionale Onofrio Introna, di Gianluca Iacobini (Banca Popolare di Bari, che sponsorizza il progetto) e di Matteo Siciliano (Comitato San Nicola), oltre che dello stesso fotografo Vincenzo Catalano.
La traversata avverrà a bordo della goletta a due alberi "Ideadue", uno shooner di 22 metri condotto dal comandante Lele Colonna, navigatore leccese che ha attraversato per decenni Adriatico e Mediterraneo, partecipando ad esempio alla "Regata del Cinquecentenario" sulla rotta di Cristoforo Colombo.
Ma ora la rotta sarà quella nicolaiana, il percorso che diventerà un reportage fatto di immagini e parole, con un diario di bordo del viaggio moderno ricordando le tappe dell'antico peregrinare sulle caravelle, con una mostra in cui saranno ripercorse le tappe del viaggio dei 62 marinai, viste da ieri a oggi, dal passato al presente. "La traslazione - ha detto padre Bova - è l'eponimo della città e non potevamo non dedicare a questo evento una parte specifica del progetto che mira a sottolineare la figura del santo e del suo culto internazionale".
"E - ha aggiunto l'assessore Introna - questa goletta sarà proprio ambasciatrice di pace, simbolo dell'abbattimento delle frontiere e degli steccati che ancora oggi si frappongono nel Mediterraneo. Il Governo regionale vuole sostenere questa iniziativa perché il Mediterraneo ha bisogno di pace". La goletta toccherà da Myra a Bari i seguenti luoghi: Kekov, isola proprio davanti ad Andriake (il porto di Myra); Magiste (Castelrosso); Patara, città natale di san Nicola; Isolotto Perdicca, oggi Olüdeniz; Porto di Marciano (Makri); Milo; Isola di Stafnu; Geraca e Monemvasia; Methone; Castro; il porticciolo di San Giorgio vicino Bari, dove i marinai si fermarono, commossi, prima di entrare a Bari.
Sulla prua di "Ideadue", come una polena, c'è una scultura che raffigura Nicola con una colomba: è il dono della artista barese Anna Maria Di Terlizzi e il simbolo di un viaggio di pace.
















