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Il cappotto di Proust - Lorenza Foschini

  • Martedì 15 Febbraio 2011 19:59
  • Ultimo aggiornamento Martedì 15 Febbraio 2011 20:08

''Il cappotto di Proust'', 17 febbraio 2011 ad Alberobello (Bari)"Il cappotto di Proust"
Lorenza Foschini presenta il suo ultimo libro
17 febbraio 2011
Sala dell'Hotel Lanzillotta
Alberobello (Bari)


Giovedì 17 febbraio, alle ore 18:00 presso la Sala dell'Hotel Lanzillotta, in Piazza Ferdinando IV, 4 ad Alberobello, il Presidio del Libro di Alberobello in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune, la Regione Puglia - Assessorato al Mediterraneo, l'Associazione Culturale "Il non senso" e "Sylva, Tour and dinamics" presentano:

 "Il cappotto di Proust" di Lorenza Foschini (ed. Mondadori

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Interverranno:
Lorenza Foschini, Scrittrice;
Alberto Lippolis, Assessore alla Cultura del Comune di Alberobello;
Ornella Tripaldi;
Piero Ippolito.


 
Il libro
Parigi, Lorenza Foschini sfiora emozionata il liso cappotto appartenuto all'amato scrittore Marcel Proust. È arrivata a scovarlo tra i fondi del Musée Carna-valet. Non è una reliquia qualsiasi: Proust vi era particolarmente affezionato. Ma è soprattutto la storia del suo ritrovamento ad affascinare la Foschini, che, partendo da questo primo indizio e affidandosi alla potente e molto proustiana capacità evocativa degli oggetti, ricostruisce le vicende di alcuni dei personaggi che hanno gravitato intorno alla vita dell'autore.



A cominciare da Jacques Guérin, industriale del profumo, ma anche raffinato bibliofilo e collezionista. C'è poi il fratello medico di Proust, Robert, iracondo e sospettoso, costretto a misurarsi con editori esigenti, nell'impari impresa di pubblicare postumi gli inediti di quello che è ormai uno scrittore famoso; e l'acida moglie di questi, Marthe.



Storia di un'ossessione, "Il cappotto di Proust" è al tempo stesso una rievocazione della società parigina di inizio secolo e un sentito omaggio ai particolari più umili dell'esistenza: dettagli minimi, "oggetti senza valore, mobili di dubbio gusto, persino un vecchio cappotto".

Foto: Marco Molendini/Paris Review

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