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Incanti e scoperte - L'Oriente nella pittura dell'Ottocento italiano

  • Martedì 01 Marzo 2011 13:14
  • Ultimo aggiornamento Martedì 01 Marzo 2011 13:50

''Incanti e scoperte - L'Oriente nella pittura dell'Ottocento italiano'', dal 4 marzo al 5 giugno 2011 a Barletta (Bat)"Incanti e scoperte"
L'Oriente nella pittura dell'Ottocento italiano
dal 4 marzo al 5 giugno 2011
Pinacoteca "Giuseppe De Nittis", Palazzo Marra
Barletta (Bat)


Sensuali fragranze d'Oriente a Barletta
Mostra a cura di Emanuela Angiuli e Anna Villari

A Palazzo Marra, sede della Pinacoteca de Nittis, dal 4 marzo al 5 giugno, un centinaio di selezionatissime opere raccontano l'Oriente nella pittura dell'Ottocento italiano nella più approfondita esposizione mai allestita sul tema. "Incanti e scoperte. L'Oriente nella pittura dell'Ottocento italiano" è promossa dal Comune di Barletta e dalla Regione Puglia ed è curata da Emanuela Angiuli e Anna Villari

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Gli echi della spedizione di Napoleone in Egitto, i resoconti di esploratori, faccendieri e ardimentosi avevano infiammato la fantasia del Vecchio Continente. Le cronache di piaceri proibiti, odalische, harem, hammam avevano fatto il resto. Poi c'era la voglia di saperne di più, di scoprire e capire terre geograficamente non tra le più lontane, eppure distanti per cultura, storia, atmosfere. Una malia che stregò molti artisti, alimentata da committenti altrettanto presi dal fascino di un Oriente vicino e allo stesso tempo lontanissimo.



Orientalisti tra incanti e scoperte
(testo di E. Angiuli)

Vincenzo Marinelli: ''Il ballo dell'ape nell'harem''"Danzando, Kuchuk lasciava cadere le vesti - scrive Flaubert durante il lungo soggiorno in Egitto nel 1849 - Alla fine rimase nuda, solo con un fichu che teneva in mano...Alla fine gettò via anche il fichu. Quella era l'Ape. Dopo aver ripetuto per noi il meraviglioso passo che aveva eseguito nel pomeriggio, si gettò ansimando sul divano, mentre il corpo continuava a sussultare ritmicamente."

Le suggestioni ispirate da culture remote e misteriose, le terre lontane, la tensione verso l'ignoto, i soggetti storici o fantastici, le atmosfere e le narrazioni ispirate all'Oriente, introducono nella pittura europea, fin dalla prima metà dell'800, il fascino e il singolare genere dell'esotismo, vissuto fin dall'inizio con piena sensibilità romantica. Orientalisti è il termine convenzionale con cui furono chiamati gli artisti che si dedicarono alla rappresentazione di paesi mediorientali di cultura araba, ritraendo costumi e ambienti ricchi di fascino, spesso venati di erotismo.

Francesco Hayez: ''Tamar di Giuda''In Italia, apre la strada al filone orientale il veneziano Francesco Hayez (Venezia 1791 - Milano 1882), subito seguito da altri pittori dell'Italia settentrionale. L'incantesimo dei mondi immaginati, remoti dalla quotidianità ma reali, fa dell'Oriente, tra mistero e desiderio positivista di conoscenza, una ricchissima fonte d'ispirazione. Tutta "italiana", fino alla stagione del colonialismo, mutando via via di carattere e di significato.

Al gusto dell'esotico che già si afferma nei decenni del primo romanticismo, non si sottrae Ippolito Caffi (Belluno 1809 - Lissa 1866) che nel 1843 parte per Napoli e di qui per Atene e l'Oriente con soste a Costantinopoli, Smirne, Efeso. Dal Cairo, risalendo lungo il Nilo fino a Luxor e Laodicea si imbarca per Atene da dove torna a Roma nella primavera dell'anno successivo, carico di schizzi e di opere. A Costantinopoli aveva dipinto il Bazar degli schiavi e alcune importanti moschee tra le quali Santa Sofia; in Egitto gli Interni del Bazar, una Carovana nel deserto, la Moschea del Cairo, l'Istmo di Suez. Infine a Gerusalemme la città dal Monte Uliveto.

Alberto Pasini (Busseto,Parma 1826-Cavoretto,Torino 1899) arriva in Oriente nel 1855 al seguito del ministro francese Bourée diretto in Persia per una missione diplomatica. Un secondo suo soggiorno nei paesi dell'Oriente mediterraneo risale al 1859, seguito negli anni successivi da lunghi soggiorni a Costantinopoli, affascinato dai colori, dalla cultura, dagli ambienti della vita quotidiana, rappresentati nella sua pittura con profonda e sincera partecipazione.

Giulio Viotti: ''Idillio a Tebe'' (particolare)Contemporaneo di Pasini, Stefano Ussi (Firenze 1822-1901), uno dei principali esponenti della pittura orientalista, si reca per la prima volta in Egitto nel 1869 in occasione dell'apertura del Canale di Suez dove lavorò su commissione del pascià d'Egitto. Tra il 1870 e il '75 è in Marocco assieme a Cesare Biseo con il quale realizza le illustrazioni per il libro "Marocco" di Edmondo De Amicis.

Cesare Biseo (Roma 1843-1909) trae motivi orientali ed esotici durante la permanenza in Egitto dove su invito del viceré affresca il Palazzo del Governo ad AlessBarletta. Africa ed Asia, dove soggiornò lungamente come membro della prima missione diplomatica italiana, lo influenzarono verso una pittura permeata da un'atmosfera struggente e suggestiva. Scene orientali ed africane; panorami e vedute, figure e ritratti; animali pieni di brio e di vita sono frutto di elaborazioni sui numerosi appunti riportati dai frequenti viaggi.



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