Castel dei Mondi 2009 e Teatri Abitati
Le 10 produzioni realizzate nell'ambito del progetto Teatri Abitati ed inserite nel Cartellone della XIII edizione del Festival Castel dei Mondi, ad Andria dal 29 agosto al 6 settembre 2009, sono l'ennesimo traguardo di un'importante scommessa.
Un felice esperimento che negli otto mesi appena trascorsi ha prodotto 500 attività artistiche svolte in 16 spazi teatrali che hanno accolto circa 45.000 spettatori, persino in luoghi senza una consolidata abitudine al teatro.
La rassegna Teatri Abitati a Castel dei Mondi parte sabato 29 agosto, alle 20.00 nel Chiostro San Francesco, con lo spettacolo liberamente tratto da "Il bambino sottovuoto" di Christiane Nöstlinger, "Cento", un gioco teatrale della compagnia TerramMare Teatro che fa scaturire dall'interazione tra attori e burattini uno stimolante susseguirsi di domande senza mai accomodarsi in facili soluzioni, ma riflettendo su educazione e diseducazione, norma comportamentale e sviluppo emotivo.
Domenica 30 agosto, alle 22.30 a Palazzo Ducale, una prima nazionale della compagnia Armamaxa Teatro che presenta "1981 - all'inizio dell'era del godimento", spettacolo musicato di e con Enrico Messina, al pianoforte live Fabrizio "Siro" Dirotti. Un percorso storico attraverso la fine di Carosello e l'inizio dell'era degli spot, ma soprattutto la tragedia di Vermicino, il primo terrificante reality show della nostra storia. La Televisione scopre in quei giorni il proprio enorme potere: la realtà può essere trasformata in spettacolo, il popolo in pubblico. È, appunto, l'inizio dell'era del godimento.
Il Chiostro San Francesco ospiterà lunedì 31, alle 20.00, lo spettacolo della Compagnia Teatro dell'Est "Le mani sopra la città", di Nicola Zucchi e Domenica Ligorio. Il titolo è un omaggio al celebre film di Francesco Rosi, ma le mani che si impadroniscono di una città sono le stesse mani che ascendono, impunite, celebrate, al Paradiso degli illustri patrioti. Pur essendo responsabili di danni inauditi al paesaggio e al tessuto sociale.
È la storia di una ribelle quella raccontata da Paolo Panaro del Centro Diaghilev in "Capatosta" in scena lo stesso lunedì alle 21.00. La vita di Iangiusand', la protagonista della pièce, è fin dall'inizio sotto una cattiva stella. Frutto dell'ultima notte d'amore vissuta dai genitori, la bambina nasce assolutamente non voluta, in un quartiere popolare di Bari negli anni Trenta, in una famiglia con tante bocche da sfamare e troppo pochi soldi. Sua madre la considera solo una disgraziata e, in qualche modo, responsabile della morte del marito. Per reazione Iangiusand' sviluppa il carattere che le fa meritare il soprannome di 'Capatosta' e le permette di sopravvivere. Diciottenne, Capatosta viene corteggiata da Cilluzz', il figlio del pescivendolo. Per non darla vinta alla madre che non approva, fugge con Cilluzz', che pure non ama, compromettendosi irreparabilmente. Il danno è fatto. Capatosta viene ripudiata dalla famiglia e si trasferisce in casa del pescivendolo, dove la attende una vita infame, in un ambiente miserabile, con un fidanzato senza carattere che la picchia continuamente nell'inutile tentativo di sottometterla. Un microcosmo disgraziato e feroce dominato dal patriarca Martamè Cioladoro, padre di Cilluzz', da sua madre, la buona e devota Tarattè, e dal silenzioso onnipresente aiutante della pescheria Uelin' il Provolone. Raccontata con una lingua di prorompente vigore, intarsiata con delicatezza da un dialetto espressivo e scontroso, Capatosta si distingue per la sua attenzione a un contesto sociale italiano raramente rappresentato e pressoché sconosciuto, quello nel quale non esistono ne i valori del mondo rurale e men che meno quelli cittadini, un mondo dove non ci sono più i contadini e non ci sono ancora gli operai, non c'è più il Sud magico ma nemmeno quello moderno.
Il primo settembre, alle 20.30 nel Chiostro San Francesco, Thalassia e Maccabè Teatro presentano "Pandistelle" narrazione perfetta delle disavventure di quattro disgraziatissimi attori comici che per salvarsi la vita e portare a casa un tozzo di pane finiranno per distruggere duemila anni d'astronomia.
Mercoledì 2 alle 19.00 nell'Auditorium Manzoni, Teatro dei Borgia e la Compagnia delle Formiche presentano "Cercando Miss Mina", una storia intrisa di connotazioni sociali raccontando di un immaginifico concorso di bellezza svoltosi nel 2007 in Angola che premia con una protesi le ragazze mutilate da mine anti-uomo. "Cercando Miss Mina" racconta la storia di Augusta Aurica, vincitrice del concorso, narrando al contempo il percorso di "nascita e morte" di una mina farfalla dalla sua ideazione alla sua esplosione.
Un'altra prima nazionale dei Teatri Abitati andrà in scena alle 21.00 di mercoledì. La Bottega degli Apocrifi porta in scena "Controra - un caffè ai morti", una favola che racconta di una città del Sud dove in un giorno di sole tutti gli uomini sono scomparsi. Il Sud di questo spettacolo non è solo il Sud Italia, e non è solo il Sud del mondo; il Sud è una condizione dell'anima, che ti scalda il cuore con l'aria di casa e al tempo stesso ti congela le azioni; è un'impossibilità che non ha fondamento razionale ma ha radici forti e ben piantate come quelle di un albero secolare.
Chiudono la decade - venerdì 4 settembre e sabato 5 (alle 20.00, Chiostro San Francesco) e domenica 6 (alle 22.30, Palazzo Ducale) - "(Dueperdue) atto pubblico di partitura privata" della Compagnia Qualibò, "Eroi in fumo" della Luna nel Pozzo, ed infine, "Vico Ospizio" della compagnia tarantina C.r.e.s.t. Vico Ospizio è un vicolo della città Vecchia di Taranto, l'Isola, circondata dal mare e assediata dall'Ilva, il più grande stabilimento siderurgico d'Europa. Le storie di una famiglia danno corpo alla narrazione: cinquant'anni di scelte scellerate che hanno ridotto la città a un coacervo di tensioni sociali, rabbia e miseria.
Teatri Abitati è promosso dal Teatro Pubblico Pugliese e finanziato attraverso l'Accordo di Programma Quadro "Sensi Contemporanei" per la promozione e la diffusione dell'arte contemporanea e la valorizzazione di contesti architettonici e urbanistici nelle Regioni del Sud Italia, sottoscritto dalla Regione Puglia, Assessorato al Mediterraneo, dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
















