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Fuca coste e cocce priatorije - Orsara di Puglia

Creato 26 Ottobre 2009
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Fuca coste e cocce priatorije, 1 novembre 2009 ad Orsara di Puglia (Foggia) - Una zucca antropomorfaFuca coste e cocce priatorije (Falò e testa del purgatorio)
1 novembre 2009
Orsara di Puglia (Foggia)

Sono già iniziati i preparativi per la festa dei "Fuca coste e cocce priatorije" (Falò e testa del purgatorio) che si celebrerà la notte del 1° novembre 2009. Lo scorso anno, arrivarono almeno 15000 persone da tutta Italia e comitive da diverse parti del mondo per non perdersi la manifestazione più antica e sentita a Orsara di Puglia. Anche quest'anno sono attesi turisti da un po' tutta l'Italia, ed un cenno a parte merita la sezione fermana di "Italia Nostra" che ha inserito una visita a Orsara di Puglia nel calendario 2009 degli appuntamenti culturali organizzati dal sodalizio. La visita a Orsara avverrà proprio in occasione del 1° novembre.
Qui, nel cuore verde della provincia di Foggia, nella notte a cavallo tra il giorno di Ognissanti e quello dedicato al culto dei morti, la sera del 1° novembre si accende alla luce dei falò e al bagliore dei lumi posizionati all'interno delle zucche antropomorfe.




Non si tratta di Halloween (che per altro si festeggia il 31 ottobre), ma di un evento che ha una forte carica religiosa, e che mette in evidenza l'illuminazione della fede, il ricordo dei defunti, il gusto genuino di stare insieme condividendo un momento di comunione caratterizzato dalla magia autentica del legame misterioso tra il mondo dei vivi e quello di quanti vivono nella nostra memoria.
Un tempo, nelle vie di pietra del borgo orsarese, davanti ad ogni uscio di casa, si usava porre dell'olio in una bacinella piena d'acqua sormontata da un treppiede con una lampada: alla fioca luce della candela, si poteva assistere, secondo i vecchietti, alla sfilata delle anime del purgatorio. Per le strade di Orsara di Puglia, durante tutta la notte del 1° novembre risuona il crepitio delle ginestre e in ogni angolo arde un falò.



Elemento caratterizzante dei fuochi è la ginestra, un arbusto che in fiamme si volatilizza facilmente, facendo sembrare che il legame cielo-terra si compia sotto i nostri occhi. Solo a Orsara i "fuca coste", si accendono la sera del primo novembre: per tutta la notte ardono numerosi, caldi, luminosi, a creare un'atmosfera di magico incanto. Vicino alle abitazioni si appendono le zucche antropomorfe con una candela accesa all'interno e le vecchiette, prima di andare a letto, prendono dal falò un po' di brace e la portano in casa, deponendola nel camino o in un braciere. È convinzione che le anime dei defunti, tornando fra i vivi, facciano visita ai parenti e tornino alle dimore dove avevano vissuto, si riscaldino e continuino il loro peregrinare per tutta la notte.



Secondo la credenza popolare, la zucca accesa avrebbe fatto ritrovare al defunto la casa dove era vissuto, proprio come fece Demetra per far ritrovare la strada a Persefone. In onore dei defunti, si consumano cibi poveri ma simbolici: il grano lesso condito col solo mosto cotto, le patate, le cipolle, le uova e le castagne cotte sotto la brace. Niente streghe, dunque, niente maschere e figure grottesche, piuttosto la conservazione del primordiale senso della festa di tutti i Santi, quella istituita il 13 maggio del 609 da Papa Bonifacio VIII quando la Chiesa sovrappose un'interpretazione cristiana a una pratica di origine pagana.
I visitatori avranno a disposizione gratuitamente il servizio delle guide turistiche per addentrarsi tra i segreti e lo splendore dell'Abbazia dell'Annunziata, la Grotta di San Michele, il Museo diocesano e il centro storico.

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