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CIELO, Paola Turci e Giorgio Rossi

  • Sabato 18 Settembre 2010 22:46
  • Ultimo aggiornamento Sabato 18 Settembre 2010 22:58

Paola Turci"CIELO"
Paola Turci e Giorgio Rossi: una voce danzante e un corpo sonoro
22 settembre 2010
Taranto


Una voce, unica e profonda. Un corpo capace di poesia. Paola Turci e Giorgio Rossi.
Lo spettacolo di chiusura del programma Città Aperte 2010, inizialmente previsto il 9 settembre e rinviato a causa del maltempo, torna in Piazza Maria Immacolata il 22 settembre 2010
 

È questa la proposta che il prossimo 22 settembre chiuderà a Taranto la rassegna di eventi collegati a Città Aperte 2010, l'iniziativa voluta dalla Regione Puglia-Assessorato al Turismo e realizzata dall'Azienda di Promozione Turistica di Taranto.
L'appuntamento è in Piazza Maria Immacolata che durante la rassegna ha fatto da scenario anche a concerti come quelli di Simona Bencini e Tony Esposito.
"Un successo dietro l'altro, a Taranto e in provincia - spiega Cosimo Gigante, commissario dell'APT tarantina - reso possibile anche dalla peculiarità e varietà delle proposte artistiche. Compresa quella che ci ha spinto a concludere questa edizione di Città Aperte nel segno dell'originalità e del talento".

Lo hanno chiamato "CIELO" questo spettacolo "per una voce danzante ed un corpo sonoro". La voce è quella di Paola Turci, cantante italiana tra le più brave, il corpo quello di Giorgio Rossi, coreografo e ballerino. Il nome di lei risuona noto alle orecchie del grande pubblico; Giorgio Rossi, invece, passa un po' più in sordina, nascosto alle luci dei riflettori. Tuttavia entrambi gli artisti, in questo spettacolo, si rivelano essere due novità.

Paola Turci, infatti, toglie la distorsione del rock e cede il passo ad un'espressività più intima, più profonda, in un gioco musicale fatto di suoni essenziali e pause di silenzi. La voce della Turci, in questo spettacolo, interpreta, canta, parla, è tutto un saliscendi dal profondo dell'emozione alla porta della sua gola. La chitarra acustica che segna la musica delle sue parole è suono puro e semplice, è il solo strumento in scena che ci ricorda che quelle che sentiamo sono canzoni, non pezzi di prosa recitati.
Alla Turci va il merito inconfutabile di aver voluto sottolineare e amplificare l'intrinseco significato "ballerino" che c'è in ogni canto, scegliendo la definizione di "voce danzante".

Giorgio RossiGiorgio Rossi, da parte sua, mette in pratica quel "corpo sonoro" del sottotitolo dello spettacolo in modo davvero esplicito. Sono molti gli espedienti che usa: la mimica, il respiro forte che lo accompagna sui passi della danza, il linguaggio dei sordomuti (sostituto di un suono silenzioso che non può esistere), i gesti dell'improvvisazione che segnano l'esplosione del canto della Turci, le mani che risuonano sulla pelle delle sue gambe. Il corpo di Giorgio Rossi canta, anzi urla la provocazione, nelle movenze volutamente iper femminili di alcuni passaggi. La sintesi perfetta del senso di questo spettacolo si ha in un passaggio particolare, quando Rossi muove la sua bocca, sede del suono, senza farle emettere alcun rumore, ma facendola ballare, semplicemente, come tutto il resto del suo corpo; una voce afona che balla su un corpo sonoro.

Lo spettacolo è nel complesso molto emozionante; il coinvolgimento degli artisti è tangibile perché il suono dell'una influenza le movenze dell'altro e viceversa, creando una dialettica che fa funzionare il meccanismo suono-movimento in perfetta sincronia. Le canzoni dello spettacolo provengono dal repertorio della Turci ma non solo: Dè Andrè, musiche messicane, balcaniche, rom, irlandesi, e successi intramontabili come "Cuccurucucù Paloma" sono interpretate con sconvolgente bravura tecnica ed espressiva dalla cantante, che nell'essenzialità del binomio voce-chitarra (e in qualche brano addirittura solo voce e battito di mani) esprime al meglio le sue potenzialità.

Appuntamento in Piazza Maria Immacolata
giovedì 22 settembre - ore 21.00
Taranto
Ingresso libero

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