La storia di Hansel e Gretel - Taranto
La storia di Hansel e Gretel
Teatro Crest
Rassegna domenicale per famiglie
dal 6 al 13 dicembre 2009
TaTÀ - quartiere Tamburi
Taranto
Per la stagione serale di teatro e danza, e favole & TAmburi, una rassegna domenicale per famiglie a cura del Teatro Crest, in collaborazione con Provincia di Taranto e Teatro Pubblico Pugliese, in programmazione al TaTÀ di Taranto per la Stagione 2009-2010. Gli spettacoli si terranno in via Grazia Deledda, al quartiere Tamburi di Taranto
Dal 6 al 13 dicembre 2009 alle ore 18.00 sarà in scena "La storia di Hansel e Gretel", testo Katia Scarimbolo, scene luci e regia Michelangelo Campanale, con Catia Caramia, Giulio Ferretto, Paolo Gubello, Maria Pascale.
Lo spettacolo:
Nella regione tedesca dello Spessart esiste ancora una fitta foresta, difficile da attraversare con i suoi pochi e aspri sentieri, resi ancora più difficoltosi da giganteschi e ombrosi pini e faggi, i cui rami intralciano il cammino. Per i contadini della zona è "il bosco della strega", per via di un rudere con i suoi quattro forni e della storia di una donna bellissima che, con i suoi dolci magici, catturava quanti, perdendosi nel bosco, arrivavano nei pressi della sua casa. Sembra essere questa l'origine della fiaba di Hansel e Gretel, racconto "ombroso" come il bosco, reso ancora più inquietante dalla presenza di una donna che appare ai due fratellini bellissima, accogliente e materna, ma strega che inganna e mangia i bambini.
Nello spettacolo, come nella fiaba, la sua presenza getta una luce mutevole su ogni passaggio della storia: il giornaliero inganno dell'immagine nasconde verità opposte o semplicemente più complicate. La casa, il bosco, il sentiero illuminato dai magici sassolini, le piume lucenti del cigno, tutto gira e si trasforma, per poi ritornare con una luce nuova, come il sole ogni mattina.
"Cosa è buono? Cosa è brutto? Ciò è vero o ciò appare... non lasciatevi ingannare!".
In tempi di recessione economica, raccontare ai bimbi della società dei consumi una favola che prende avvio proprio dalla prosastica difficoltà di un padre e di una madre a sfamare i figli può non essere un esercizio di stile. Del resto, le favole non lo sono mai. Quali ansie d'abbandono, paura di non vedere soddisfatti i propri bisogni, quali fantasmi prendono corpo in bambini che sentono minacciata la propria avidità di benessere? Uno spettacolo sospeso tra realtà e favola, perché i bambini imparino a dare valore alle cose e soprattutto alla loro capacità di discernere e conquistarle, a superare la dipendenza passiva, quella dai genitori e quella...dall'abbondanza.
















